La parrocchia S. Francesco d’Assisi in Cassano All’Ionio, è un ente ecclesiastico civilmente riconosciuto con D.M. del 18/11/1986 pubblicato sulla G.U. n°253 del 30/10/1986 – Iscrizione Albo Persone Giuridiche 21/10/1988 n°319 vol.5 fasc. 319 codice fiscale 93001060784 – la data di nascita della parrocchia si riferisce al 25 novembre 1983 per volere dell’allora Vescovo di Cassano All’Jonio S.E. Mons. Girolamo Grillo che con Decreto Vescovile istituì la suddetta parrocchia e nel decreto cita: “poiché la citta di Cassano All’Jonio si è estesa, negli ultimi anni, in modo notevolissimo in direzione nord, che si sono costituiti “ex novo” interi quartieri lontani dai centri tradizionali della vita religiosa. Dovendo, per il nostro Ministero, provvedere anche al bene di queste anime che vivono ai margini della comunità ecclesiale, abbiamo deciso di ristrutturare, come di fatto ristrutturiamo, i confini attuali delle parrocchie cittadine in modo da rendere il Ministero sacerdotale più omogeneo, vitale e fruttuoso. Pertanto, con la presente Bolla, consenzienti i parroci e il clero della città, intendiamo:
– Trasferire il titolo della Parrocchia “S. Francesco di Paola” nella chiesa di S. Francesco d’Assisi, detta Cappuccini,
Modificare i confini della Parrocchia di “S. Francesco di Paola” in “S. Francesco d’Assisi”…
Il sacro edificio costituito da una navata grande rettangolare è affiancata sul lato sinistro da una navatella con un prezioso altare marmoreo dedicato a San Giuseppe.
La navata grande con copertura a botte, costituisce un ambiente mistico e luminoso e a completarne l’ immagine austera è il magnifico altare maggiore situato sulla parete di fondo.
Esso è in stucco lavorato ad encausto e finti marmi bianchi e policromi su toni di giallo e azzurro che, reca sul paliotto le sette palme, simbolo dei sette martiri francescani della Calabria. Lo stile è barocco. Sul fronte del primo gradino dopo la mensa, a sinistra, a destra e al centro sotto la custodia con bella e chiara grafia sono riportate le parole delle carte – gloria, abitualmente mobili. Al centro sono riportate le parole della Consacrazione, a destra quelle del Lavabo, a sinistra quelle Prologo del Vangelo di S. Giovanni.
L’altare è sormontato dal un meraviglioso e splendido fastigio con quattro colonne tortili intagliate, sormontate da capitelli corinzi sorreggenti una mensola decorata da testa di cherubino sulla quale è collegato lo stemma dell’ ordine cappuccino tra volute intagliate. Intarsi ed intagli si alternano in una meravigliosa sinfonia che esprime l ‘ animo gentile dell ‘ autore che vi ha profuso le sue qualità di mente e di cuore , affidando poi alle sue mani operose ed abili la realizzazione del suo progetto. Al centro del fastigio una tela di autore ignoto del sec. XVIII.
Il tabernacolo non tanto vistoso come in altri Conventi è in legno con tarsie in madreperla ed intagli. E’ contraddistinto dalla porticina (non originale), al centro della quale è incastonata una immagine di Madonna con Bambino, simbolo di S. Maria del SS. Sacramento titolo e devozione allora in auge.
Altra mirabile opera databile anch’ essa al secolo XVIII è il confessionale in legno di castagno intarsiato, recante sullo sportello una specchiatura quadrilobata. e sotto la cornice superiore un festone floreale che si ripete sui cinque lati.
A destra dell’ altare maggiore era collocato un pulpito ligneo a cinque facce decorato da una specchiatura rettangolare mistilinea e quattro composizioni floreali negli angoli. Sotto la cornice superiore un festone floreale. Sul baldacchino è intarsiata la colomba raggiata. E’ un tipico prodotto di artigianato monastico che poggiava in origine su di un confessionale che ne ripete la decorazione. Dal 1985 il pulpito che era stato tolto in precedenza da suo posto naturale dal Rettore della Chiesa Mons. V. D ‘ Alessandria e conservato in un deposito, per interessamento di Mons. Silvio Renne è stato recuperato, restaurato e adibito ad Altare Centrale per la celebrazione dell’ Eucaristia. – ora riposto nel suo statooriginario.
All’interno della Chiesa si trovano numerose opere come la magnifica croce processionale in legno intagliato e dipinto con terminali e raggi dorati; reca sul recto il Cristo Crocifisso e sul verso l ‘ Immacolata, opera di artigianato monastico praticato in tutte le Comunità cappuccine secondo modelli e tecniche ricorrenti.
Molte sono le opere di notevole valore storico – artistico, presenti nella piccola ma tanto bella Chiesa dei Cappuccini. Basti ricordare l’ acquasantiera in marmo bianco venato che si trova nella sacrestia, opera di un lapicida locale, che ripete la tipologia settecentesca.
Altre due acquasantiere in marmo nero si trovano all’ingresso della chiesa a destra e a sinistra, anch’ esse sono di pregevole fattura .
Nel presbiterio si nota una coppia di grandi teche (S. Francesco e S. Antonio.) angolari in legno intagliato ed intarsiato a motivi floreali, coronato da scudi lisci circondati da volute e sormontati dalla croce.
Sempre nel presbiterio, da ambo i lati vi sono due affreschi , opera di pittore locale databili alla seconda metà del secolo XVIII e raffiguranti S. Giuseppe da Leonessa liberato dagli angeli dalla forca alla quale era stato incatenato e San Fedele da Sigmarimga nell’atto di cacciare il demonio. L’ Angelo al fianco del santo ha nelle mani i simboli del martirio. I due santi sono stati canonizzati nel 1746.
1. Al centro della Mostra dell’ altare maggiore, incastonata nella splendida cornice intarsiata troneggia la tela raffigurante la Madonna Immacolata col Bambino sulle sue ginocchia e S. Francesco d’Assisi opera di autore monastico appartenente al secolo XVIII. Il Bambino risulta sfigurato in volto a causa di un furto avvenuto nella Chiesa negli anni 70. Pare che sia unico esemplare di Immacolata con in braccio il Bambinello.
2. Sull’ altare di S. Giuseppe è situata una tela raffigurante l’agonia di S. Giuseppe. La scena ci mostra il santo disteso sul letto, sorretto dalla Madonna e assistito da Gesù Cristo in atteggiamento benedicente. Sono visibili altre due figure e un gruppo di angeli con in mano una corona di fiori e un cartiglio in cui si legge: ” Praetiosa in cospectu D.ni mors sanctorum eius”. Opera del sec. XVIII.
3. Fa parte del corredo delle statue anche una Santa Lucia raffigurata in posizione eretta con suoi soliti simboli iconoclastici. Purtroppo anche questa tela è sfigurata sempre a causa del furto degli anni 70.
4. Si riporta un articolo apparso su ” Il Quotidiano” il 16 novembre 1995 in occasione del ritorno dopo vent’anni del dipinto del settecento raffigurante S. Chiara. Nella scena appare la Madonna col bambino tra una schiera di angeli e S. Chiara inginocchio con le braccia aperte. Ed ecco il testo dell’ articolo del giornale cosentino. ” Torna nella chiesa di San Francesco d ‘ Assisi dei cappuccini di Cassano, un dipinto, di autore ignoto, che risale al ‘700 e che raffigura, eseguito con la tecnica olio su tela, la madonna con un bambino e santa Chiara.
” Era in pessimo stato di conservazione” , ha spiegato la dottoressa Rosanna Caputo del laboratorio della Soprintendenza dei beni artistici, architettonici e culturali di Cosenza.
“Per il restauro sono stati necessari novanta giorni di delicato lavoro, soprattutto perché c ‘ erano più strati di pittura che , hanno richiesto oltre a un ‘ accurata pulitura, la foderatura e l ‘ integrazione pittorica”.
Il ritorno della sacra effigie nella parrocchia di Cassano, era stato sollecitato dal parroco Mons. Silvio Renne e dalla sezione cassanese dell’ Archeoclub d’Italia.
“né le fonti letterarie, né altre documentazioni, ci danno ragguagli sul dipinto”, ci scrive in una scheda relativa al dipinto la dottoressa Caputo, ” neppure per quel che concerne la sua originaria provenienza, che si potrebbe supporre, ma con molto margine di dubbio, la Chiesa delle Clarisse di Cassano”.
Il restauro dell’opera del ‘700, fa parte di un pacchetto di lavori curato dal laboratorio cosentino. I finanziamenti sono stati, infatti erogati per tutta la cattedrale.
Torneranno agli antichi splendori gli altri dipinti olio su tela, gli armadi della sagrestia, gli affreschi, le statue, tutti tasselli di un patrimonio da rigenerare e conservare.
Nella scheda della dottoressa Caputo, scritta e pubblicata in occasione di una mostra realizzata su santa Chiara, si individuano nel dipinto del ‘ 700 influenze giordanesche nella composizione degli oggetti e delle figure e in alcuni particolari, come gli attributi clariani (il giglio, il libro e il bacolo), “facendo ipotizzare l’ inserimento del dipinto nel gruppo di opere commissionate in Calabria nella prima metà del ‘700”.
Si tratta del pittore Luca Giordano, del quale i locali della Soprintendenza hanno conosciuto suggestive e importanti dipinti.
Sono la tecnica d ‘ esecuzione e le caratteristiche compositive, dicono gli esperti, a far collocare il quadro che fa ritorno nella chiesa di San Francesco d ‘ Assisi, nel contesto del patrimonio calabrese, documentate nel Museo diocesano di Cassano, con le opere di Nicola Malinconico, ” artista che assimila e rielabora il linguaggio di Giordano”. Intanto la comunità cassanese è soddisfatta per l ‘ opera riconquistata “. (Firmato ?).
1. La Pietà tela di cm 140 X 220
2. Resurrezione e Santi di cm 135 X 175
3. L’Immacolata di cm 200 X 137
Tutte restaurate dalla Cop.va “Futuro Antico” con Sede in Cosenza con fondi della Regione Calabria e consegnate in data 06/11/2000 sotto l’alta direzione della Soprintendenza ai Beni Culturali di Cosenza.
Nel 1968 il Rettore della Chiesa don Vincenzo D’Alessandria avendo rifatto tutta la volta ha creduto opportuno commissionare al pittore Castrovillarese Turrà una serie di tele che però sono state rovinate nell’atto della sistemazione nella chiesa stessa. Sono state infatti, a causa dell’ imperizia dei muratori, inchiodate alla volta e addirittura non sono state messe nel verso giusto.
Le tele sono:
· Ovale raffigurante S. Antonio da Padova.
· Ovale raffigurante i SS. Medici Cosma e Damiano.
· L’ Immacolata.
· S. Francesco d ‘ Assisi con uno sfondo della Pietra di S. Marco con ruderi della chiesa bizantina e croce.
· Stampa Madonna del Rosario di Pompei.
1. Sull’altare della navatella laterale è collocato un busto in legno raffigurante il Beato Angelo da Acri nell ‘ atto di indicare il Crocifisso nella mano destra. L ‘ opera di una bottega calabrese databile dopo il 1825 anno in cui è avvenuta la beatificazione del frate calabrese. E’ da ricordare anche che il beato Angelo ha studiato nel Convento di Cassano, è stato ordinato sacerdote nella Chiesa Cattedrale e poi, pare che sia stato anche superiore del Convento.
2. Sul secondo altare sempre della navatella laterale è collocato a la statua di S. Felice di Cantalice che tiene fra le braccia il Bambinello. Opera di buona fattura di una bottega di monaci intagliatori databile all ‘ inizio del sec. XVIII.
3. S. Antonio. Il santo padovano è raffigurato poco più che a mezzo busto con il Bambinello Gesù, poggiato su un libro retto dalla mano destra.
Mentre nella mano sinistra ha un Giglio in Argento (Non in uso)
Nel corso del secolo scorso al busto è stata aggiunta la parte inferiore, cioè dalle gambe in giù tolta dalla statua di S. Felice, diventata di conseguenza, dopo il restauro, intera. Anche questa statua è un ‘ opera assegnabile ad ignoto scultore del sec. XVIII. Il Santo è collocato nella grande teca a destra dell’ Altare maggiore anche se originariamente questo non era il suo posto.
4. Il corpo del Cristo con la testa inclinata in avanti , intagliato con un certo garbo e dipinto a mano al naturale trovasi appeso ad una croce moderna posizionata sul tabernacolo.
5. Statuetta del Bambinello Gesù con le braccia aperte in pregevole cartapesta probabilmente opera di scultore pugliese databile inizio 900.
· I Santi Cosma e Damiano, pregevole opera raffiguranti in coppia i due personaggi dipinti a colori provenienti da bottega di Ortisei. Non si è riuscito fino ad ora a conoscere il nome dello scultore. (Giuseppe Obletter?) Le statue sono state acquistate per interessamento del Rettore della Chiesa negli anni 70.
· San Francesco d’Assisi di stile antico acquistata nel 1987 per interessamento di Mons. Silvio Renne. Opera in legno di tiglio scolpita da Guido Obletter di Ortisei e collocata nella grande teca a sinistra dell’ altare maggiore.
· Crocifisso ligneo collocato sulla parete di fondo della navata laterale. Opera dello scultore artigiano Nicola Alfano da Cassano che dopo aver ascoltato la frase del nuovo parroco Mons. Silvio Renne: ” Qui non abbiamo neppure un Crocifisso” si mise all ‘ opera e dopo sei mesi di lavoro nel 1984 regalò alla chiesa per la devozione dei fedeli la sua opera. Mons. Renne lo ha quasi costretto a firmare l ‘ opera perché i posteri ne conservassero il ricordo.
Crocifisso ligneo della Scuola di Ortisei, appeso ad una parete della sagrestia acquistato prima ancora che Nicola Alfano regalasse il suo.
Madonna Addolorata. Statua in cartapesta di scuola pugliese dell’inizio del 900. Pare sia stata regalata alla Chiesa dalla Famiglia Toscano. Benedetta nella Cappella gentilizia del Palazzo Nola e in processione portata in Chiesa.
Sacra Famiglia. In gesso dell’inizio del 900. La devozione è stata introdotta con la venuta delle Suore della Sacra Famiglia nella vicina Casa per anziani.
Statua Madonna Immacolata proveniente dalla Spagna ed offerta dalle sorelle Anna e Valeria Giannicola in memoria della sorella Carmelina.
Statuetta del Bambinello Gesù in una capanna di vetro. Bambinello di Gerusalemme. (In legno cedrolino opera spagnola la cui vendita esclusiva è nel Convento dei Padri Francescani a Gerusalemme. Regalata Da Battista Varca.
Trova la forza attraverso la preghiera, nutrendo lo spirito nei momenti di difficoltà e riscoprendo serenità e coraggio interiori. Ogni parola e ogni silenzio diventano sostegno e guida lungo il cammino della vita.